Il procurement per l’innovazione è un’opportunità per le stazioni appaltanti, per i cittadini e per le imprese coinvolte nei procedimenti di gara perché consente di coniugare la naturale inclinazione all’innovazione presente nel tessuto industriale italiano con la necessità di avere una pubblica amministrazione efficiente e tutt’altro che di ostacolo.

Gli ostacoli che oggi impediscono la piena manifestazione dei benefici potenziali offerti da procedure di gara specificamente dedicate all’innovazione devono essere il punto dal quale iniziare la costruzione di un framework metodologico e di processo attraverso il quale trasformare i paese e la vita dei cittadini e delle imprese.

Procurement pubblico per l’innovazione

Nel primo degli articoli che sto scrivendo sul procurement per l’innovazione e l’universo delle startup, ho tracciato il contesto normativo nel quale si inquadrano le procedure di acquisto nella pubblica amministrazione italiana. Ho accennato ai valori ispiratori le norme europee ed a quelli che hanno portato all’attuale Codice degli Appalti e le relative aberrazioni procedurali.

In questo secondo articolo condivido con voi le mie riflessioni sui temi del:

  • procurement pubblico per l’innovazione;
  • ruolo che, a mio parere, possono assumere le startup italiane nel processo di innovazione della pubblica amministrazione italiana;
  • ruolo che la pubblica amministrazione italiana può assumere nel processo di crescita delle startup.

Una lettura utile sul tema procurement per l’innovazione è inoltre rappresentata dal documento UE “Guidance on Innovation Procurement” dal quale traggo parte dei contenuti qui esposti.

Cosa si intende per innovazione in ambito pubblico
La direttiva 2014/24/UE definisce l’innovazione come: “l’attuazione di un prodotto, servizio o processo nuovo o significativamente migliorato, tra cui, ma non solo, i processi di produzione, di edificazione o di costruzione, un nuovo metodo di commercializzazione o organizzativo nelle prassi commerciali, nell’organizzazione del posto di lavoro o nelle relazioni esterne, tra l’altro allo scopo di contribuire ad affrontare le sfide per la società o a sostenere la strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.

Tale definizione consente di attuare nelle pubbliche amministrazioni procedure di acquisto finalizzate esclusivamente all’acquisizione di competenze e tecnologie innovative.

Il procurement pubblico per l’innovazione
L’introduzione del concetto di innovazione nel procurement della pubblica amministrazione consente di analizzare con particolare dettaglio tutte quelle opportunità di crescita economica ed organizzativa riconducibili agli appalti per l’innovazione attraverso i quali la pubblica amministrazione italiana può effettuare due principali attività:

  • l’acquisto di servizi di ricerca e sviluppo e dei relativi risultati;
  • l’acquisto dei soli risultati dell’attività di ricerca e sviluppo.

Attraverso queste due modalità di adozione di innovazioni in beni, servizi e processi le stazioni appaltanti sono in grado di incoraggiare le imprese ed i ricercatori a sviluppare nuovi prodotti, nuovi design di servizio, nuovi processi. Inoltre, pur costituendo un terreno fertile per fenomeni di corruzione, la pubblica amministrazione ha anche gli strumenti normativi per acquistare un prodotto, un servizio o un processo ancora sconosciuto al mercato e contraddistinto da caratteristiche fondamentalmente innovative.

Procurement pubblico come leva per la crescita del paese
La domanda di beni e servizi da parte della PA italiana rappresenta un’importante leva di crescita economica del PIL in particolare in questo momento storico in cui ci si trova a dover vivere in una economia fortemente provata dalla pandemia globale che ci ha colpito. Con l’attuazione del Piano Nazionale Di Ripresa E Resilienza (PNRR) il procurement pubblico diventerà strategico per la ripartenza del nostro paese essendo previsto che la gran parte degli questi investimenti sarà effettuata attraverso appalti pubblici. La ripresa nazionale non può, tuttavia, avvenire senza un investimento strutturato in innovazione di processo, design di servizio e prodotto.
In ragione del ruolo assunto dalla domanda pubblica nel rilancio del paese (a livello UE, il mercato generato dalla procurement pubblico rappresenta circa il 14 % del PIL http://ec.europa.eu/growth/single-market/public-procurement_en) è indispensabile che la PA italiana crei le condizioni necessarie e sufficienti a lavorare con le startup attraverso specifici appalti per l’innovazione.

Procurement, innovazione e startup
Gli appalti per l’innovazione sono fondamentali per consentire alle amministrazioni locali ed a quella centrale di ottenere beni e servizi che garantiscano la sostenibilità ambientale e sociale della crescita economica del paese. La richiesta di innovazione è ancora più importante alla luce degli effetti prodotti dalla crisi da CoViD-19. Tuttavia, dal mio lavoro di innovation manager ho imparato che l’innovazione non va molto d’accordo con la dimensione aziendale. Negli anni mi sono convinto che tanto più grande è l’azienda tanto meno innovativa questa diventa. Tale equazione resta valida anche se applicata alle pubbliche amministrazioni locali nelle quali la difficoltà ad innovare è strutturale se non talvolta insita nella stessa natura della stazione appaltante. Il risultato di questa mia personale (ed opinabile) equazione su dimensione ed innovazione è rappresentato dal ruolo strategico assunto dalle startup nei percorsi di innovazione aziendale e gli appalti per l’innovazione.

La luce dentro al tunnel
Le stazioni appaltanti pubbliche possono, inoltre, prendere spunto dall’esperienza fatta da alcuni operatori privati che effettuano i propri approvvigionamenti attraverso l’espletamento di gare pubbliche disciplinate dal Codice degli Appalti. In questo contesto spiccano infatti le scelte attuate da ENEL che, nel rispetto dei principi di tutela delle risorse pubbliche, ha aperto le proprie procedure alle startup attraverso l’istituzione di una sezione dell’albo fornitori dedicata alle sole startup innovative.
Non è sufficiente quello che si sta facendo per innovare la PA attraverso il public procurement, tuttavia è importante sapere e ricordare che le opportunità di innovare esistono e sono già attuabili nel perimetro della normativa vigente.

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